copertina casa valtortaNella casa di Maria Valtorta, a Viareggio, il quinto registro raccoglie le firme dei visitatori. Le pagine dei precedenti quattro registri assommano a ottocento. Si presentano riempite di firme, a volte precedute da attestazioni brevi o lunghe e non sempre in lingua italiana. I visitatori sono nostri lettori che provengono da ogni parte d’Italia e dall’Estero, in specie dai continenti oltre oceano, raggiunti dalle nostre traduzioni dell’opera valtortiana.
Marta Diciotti, la donna vissuta con l’inferma Maria Valtorta e rimasta ad abitare nella stessa casa dopo la morte di lei, accoglieva con discrezione coloro che si presentavano per visitare la camera dove tutto è avvenuto. In un giorno dell’anno 1965, quando non c’era ancora il registro per i visitatori, la Marta volle accontentare un sacerdote straniero che desiderava lasciare il ricordo della sua visita. Da un taccuino che era stato nelle mani della Valtorta lei staccò un foglietto, sulle cui righe quadrettate il sacerdote scrisse:

In questo “notes” appartenente a Maria Valtorta, rilascio la mia ammirazione verso l’Opera voluta dal Signore per mezzo della Valtorta. Dalla mia prima lettura del Poema laggiù in Patagonia ho avuto l’impressione di trovarmi con il libro che l’umanità aveva bisogno in questi tempi. Ho vissuto già due volte le scene del Poema con una fruizione senza dire. Faccio voti perché la verità valtortiana si faccia strada nel mondo, poiché l’Amore dev’essere conosciuto dai suoi Amati.
26 – VI – 1965
Mons. Pasino Pietro
Vicario Generale di Com. Rivadavia
Patagonia – Argentina

Il biglietto si trova inserito all’inizio del primo dei registri, a fronte della pagina sulla quale leggiamo:

+ 8 aprile 1969
Dopo quattro anni dalla mia prima visita a questo santuario della sofferenza e dell’intimità di un’anima col suo Redentore, riprovo l’emozione di ritrovare la stessa stanza di Maria Valtorta. Così come l’Opera in questi 4 anni ha fatto passi da gigante nel mondo intiero, faccio voti perché in breve lo Spirito Santo susciti fra i lettori e gli ammiratori un pio e fervente desiderio di dare inizio alla causa di Beatificazione e Canonizzazione di quest’anima eletta.
P. Pasino S.D.B.
Vic. Gen. di Com. Riv.
in Patagonia

Scorrendo le pagine dei registri troviamo altri autografi di rilievo. Il 20 agosto 1969, la giornalista Flora Antonioni, venuta a scusarsi per un suo articolo ingiurioso sul quotidiano “Il Tempo” di Roma: Qui ho cercato e trovato! Il 18 agosto 1972, il mariologo Gabriele M. Roschini, di ritorno dalla vacanza estiva, che per lui si è trasformata in notti insonni sui volumi dell’opera valtortiana: Con la più viva ammirazione e devozione. Il 2 agosto 1974, l’attore Carlo Campanini, propagandista oltre che lettore dell’opera della Valtorta: Mi raccomando al tuo aiuto, per me e i miei cari.
Particolarmente significativi sono gli attestati di lettori che vengono da lontano. Un esempio: Sono venuto da Hong Kong per visitare la casa dove visse e morì Maria Valtorta di cui leggo e rileggo i libri meravigliosi. – P. Norberto Pieraccini O.F.M. – 3 novembre 1971.
Ci sono frasi in lingua francese, tedesca, ungherese. Colpisce, in data 30 luglio 1990, un testo in una lingua per noi ostica, ma l’estensore ha provveduto ad annotare tra parentesi: lingua filippino, facendo seguire un saluto in inglese. Il 19 giugno 1991 una cinquantina di nomi stranieri sono seguiti dalla sigla PR, e un’annotazione a lato chiarisce: Pellegrinaggio da Portorico. Nessuna spiegazione, invece, fa luce su quattro righe (siamo nell’agosto 1994) scritte, come sembrerebbe, in coreano.
Le visite di gruppo sono anche di italiani. Al termine di una pagina piena di firme: 19-5-79. Gruppo di Torino. 52 persone. Nel dicembre 1985 è annotata la visita degli alunni della 5ª classe elementare della Scuola “Marco Polo” di Viareggio. Nel giugno dell’anno successivo torna il “gruppo di Torino”, ma arriva anche un “gruppo canadese” dal Québec.
Si intensificano i messaggi a Maria Valtorta, a volte confidenziali e quasi in forma epistolare. Qualche esempio? Una suora: fra te e me non ci sono segreti. Una bimba: Ti raccomando il mio papà e fallo convertire il più presto possibile e ti prego fammi venire la voglia di pregare ma non solo un giorno ma sempre che io ti pregherò più volentieri. Torniamo indietro per rintracciare la simpatica frase di un bimbo. Eccola: fammi diventare più veloce a scrivere e fammi studiare di più e fammi andare in una casa in campagna. È del 14 marzo 1992. Lo stesso bimbo, che è di Genova, torna il 13 giugno 1993 e annota: Sono venuto ha (sic) salutarti.
Commuovono gli attestati di riconoscenza per il bene ricevuto dalla lettura dell’Opera. Più di qualcuno scrive: Ti voglio bene. Altri invocano: Santa Maria Valtorta. Una firma in data 22 agosto 1996 è preceduta da questa dichiarazione: Ero una disgraziata, per merito tuo ho riacquistato la fede. Spero sempre nel tuo aiuto. Grazie. Prega per me.
Il 19 ottobre di quello stesso anno 1996, Marta Diciotti cade in casa fratturandosi un femore. Da quel giorno la casa resta incustodita. Dopo l’intervento chirurgico nell’Ospedale di Viareggio e la terapia riabilitativa in una Casa di cura, la Marta, che il 2 dicembre compie 86 anni, si ritira nella residenza per anziani tenuta dalle Suore Barbantini, dove muore il 5 febbraio 2001. Intanto la casa viene vuotata progressivamente in vista dei lavori di risanamento dall’umidità salmastra e di restauro. Può essere riaperta dopo ventuno mesi e affidata ad una nuova custode.
Riprende lentamente il flusso continuo ma discreto dei visitatori. Aprendo a caso il terzo registro, leggiamo in fondo ad una pagina, in data 11/8/03: Signore, ti ringrazio per averci dato Maria Valtorta. Un’espressione analoga la troviamo sulla penultima pagina del quarto registro, in data 21/06/17: Grazie, Gesù, per averci dato Maria. Eppure, nessuno ha avuto l’esperienza di conoscere Maria Valtorta in vita, tanto da esserne grato a Gesù. I lettori, in genere, ringraziano lei per aver dato, con il sacrificio di sé, la conoscenza viva di Lui.

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