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La “Fondazione Maria Valtorta Cev – onlus” ha come presidente Emilio Pisani, editore storico di Maria Valtorta, curatore delle sue opere e primo studioso della sua persona e dei suoi scritti. La Fondazione viene confusa con l’omonima “Fondazione Maria Valtorta”, che ha come presidente Don Ernesto Zucchini, un sacerdote divenuto esperto e divulgatore degli scritti valtortiani. La nostra si distingue dall’altra per il logo (che riproduciamo in fondo a questa pagina), per l’aggiunta della sigla “Cev” (Centro Editoriale Valtortiano) e per la qualifica di “onlus” (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), oltre che per gli scopi.

L’antefatto

L’editore di Maria Valtorta doveva costituire una Fondazione per affidare ad essa la custodia e la cura dell’eredità, ricevuta per disposizioni testamentarie, della scrittrice mistica. Nello stesso tempo, un facoltoso propagandista delle opere valtortiane voleva costituire una Fondazione con la finalità di incrementare la conoscenza delle opere della scrittrice mistica, verso la quale riteneva di avere un obbligo morale. I due iniziarono a prendere accordi per realizzare la “Fondazione Maria Valtorta”, alla quale l’editore-erede avrebbe conferito il patrimonio valtortiano e il propagandista avrebbe conferito un cospicuo patrimonio liquido.

L’accordo conclusivo tardava ad essere raggiunto per divergenze di concetti nel redigere lo Statuto della progettata Fondazione. L’intervento successivo di Don Ernesto Zucchini, conosciuto per aver costituito un’associazione culturale denominata “Accademia Valtortiana”, favorì il superamento dei contrasti riguardo al testo dello Statuto, ma non fece superare una nuova divergenza, sorta nell’atto di comporre il Consiglio di amministrazione, che nella costituenda Fondazione ci poneva in minoranza. Era segnato che dovessero sorgere due distinte Fondazioni con scopi diversi nel servire la causa valtortiana.

Il fatto

L’editore, nel dissociarsi dal propagandista, gli chiese formalmente di voler riservare il nome di Maria Valtorta alla Fondazione che avrebbe dovuto raccogliere l’eredità della scrittrice mistica. La richiesta venne ignorata. All’insaputa dell’editore fu costituita per atto pubblico la “Fondazione Maria Valtorta” con Don Ernesto Zucchini come presidente. Dopo sette mesi l’editore-erede fu in grado di costituire la Fondazione-erede. Per distinguerla dall’altra dovette aggiungere, nella denominazione, la sigla “Cev” al nome di Maria Valtorta.

Un tentativo

Dopo qualche tempo il propagandista, avvalendosi di un potere che si era riservato per tre anni inserendo una clausola di garanzia nello Statuto della sua Fondazione, propose all’editore, che aderì con entusiasmo, di fondere le due Fondazioni in una sola. Anche questa volta non si raggiunse l’accordo pieno, perché il propagandista voleva la “fusione propria”, che era ritenuta rischiosa dall’editore, il quale controproponeva la più sicura “fusione per incorporazione”, che non fu accettata.

La situazione

Le due Fondazioni perseguono scopi diversi. La nostra deve custodire e proteggere il bene valtortiano per diffonderlo legittimamente nella continuità di un servizio. L’altra vuole studiare il bene valtortiano per approfondirne la conoscenza. La diversità dei loro scopi dovrebbe riflettersi in una differente denominazione delle due Fondazioni, che in tal caso non avrebbero alcuna difficoltà nel coesistere e potrebbero anche essere in buoni rapporti. L’omonimia, invece, genera confusione soprattutto tra i lettori valtortiani e costringe le due Fondazioni ad ignorarsi a vicenda.

La novità

Nei suoi sette anni di vita la “Fondazione Maria Valtorta” di Don Ernesto Zucchini ha organizzato altrettanti convegni annuali. Al convegno di quest’anno, che è l’ottavo, per la prima volta è stata chiesta la “partecipazione diretta” di Emilio Pisani, non come presidente della “Fondazione Maria Valtorta Cev – onlus”, ma  come  testimone che ha avuto rappporti personali con Maria Valtorta.

Emilio Pisani ha gradito l’invito e aveva accettato di partecipare perfino proponendo una propria relazione il cui tema era in perfetta sintonia con il carattere del convegno, incentrato sulla persona e sull’opera di Maria Valtorta. Egli, però, poneva come condizione che la sua partecipazione al convegno fosse giustificata ai lettori valtortiani da una dichiarazione che esprimesse la volontà di giungere, successivamente, a sanare il contrasto esistente tra le due Fondazioni a causa della loro omonimia. Don Ernesto Zucchini non ha accettato la condizione posta da Emilio Pisani, perché concernente un problema per lui inesistente, ed ha insistito perché egli andasse al convegno non per esporre la relazione proposta, ma “per relazionare su qualche momento della storia di Maria Valtorta e della sua opera” di cui soltanto egli è a conoscenza.

Emilio Pisani ha ritenuto doveroso ritirare la propria adesione al convegno, ma vuole continuare a nutrire la speranza in un confronto che sia serio e risolutivo, autenticamente valtortiano.

La soluzione

Maria Valtorta volle legare a noi il destino della sua opera. A noi è venuta infine la sua eredità. Noi abbiamo affidato ad una Fondazione la volontà di Maria Valtorta e trasferiamo ad essa la sua eredità. Se la Fondazione di Don Zucchini apportasse una modifica alla propria denominazione, conservandone giustamente l’impronta valtortiana, restituirebbe a Maria Valtorta la prerogativa (per non dire: il diritto) di farsi rappresentare da una Fondazione che abbia unicamente il suo Nome.

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