Home > Bollettini > Editoriale – n.93

L’anno 2017, il 47° di vita del nostro bollettino semestrale, è l’anno centenario di due avvenimenti che possono essere considerati di segno opposto. Il 13 maggio 1917, in Portogallo, la bianca Signora si manifestava ai tre pastorelli di Fatima perché trasmettessero un messaggio di spiritualità come antidoto ad un materialismo incombente. Nell’ottobre dello stesso anno 1917, in Russia, i rivoluzionari del bolscevismo prendevano il potere, mettendo le basi alla formazione dello stato unitario delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Due eventi che avrebbero impresso i loro segni nella storia, l’uno proiettato verso il Cielo, l’altro piantato sulla Terra.
Cielo e Terra non hanno mancato di segnare il cammino valtortiano. All’origine, la persona di Maria Valtorta metteva al servizio del Soprannaturale se stessa con la propria natura umana, dove la capacità di amare fino al sacrificio sovrumano si univa alle doti naturali di osservatrice e di scrittrice. Lo strumento umano era indispensabile per trasmettere il dono divino dell’Opera, ma fu tenuto nascosto in vita per una disposizione celeste che si accordava con l’esigenza vitale della scrittrice inferma. Il suo nome dovette poi figurare in una scrittura privata insieme con il nome dell’editore al quale lei affidava la pubblicazione dell’Opera, che è del Cielo e non del mondo, ma al mondo è destinata e alle regole del mondo deve pur sottostare.
Osservando leggi e consuetudini, l’Opera ha potuto farsi la sua strada evitando solo il percorso delle spinte pubblicitarie, come per mostrare il prodigio della forza propulsiva del Cielo che direttamente penetra nei cuori e dirige le menti. Da cuore a cuore, da mente a mente, l’Opera si è propagata lentamente senza mai arrestarsi, per decenni, superando in sordina ogni confine terrestre.
Era inevitabile che si arrivasse a sconfinare anche dal nascondimento alla notorietà, che mette in luce il Bene dell’Opera facendolo ancor più dilagare, ma nel contempo espone la persona e gli scritti di Maria Valtorta alle manovre subdole e agli attacchi palesi dei servitori del Male. Tornano utili, allora, i mezzi leciti del mondo per ripristinare verità calpestate e per ristabilire diritti disconosciuti. Lo esige il senso della Giustizia.

 

iria_Fatima“Ad Iria c’è una nuova cattedrale. Bella. Ma io voglio le piccole cappelle dei cuori amanti il mio Cuore. Sono più profumate d’amore e più ripiene di rose. Fate che io possa scendere nei vostri cuori a comunicarvi la mia dolcezza e ad ammaestrarvi nell’accettazione costante del divino Volere. Accettazione che mi ha fatto Regina perché si incorona chi si scorona. Ossia la corona della santità si posa sugli spiriti che sanno levarsi la corona della loro umanità accettando di servire il Signore in ogni cosa. La mia benedizione sia su di voi.” (Maria Ss. di Fatima a Maria Valtorta il 13 maggio 1946)

Bollettini