Home > Bollettini > n. 96 | luglio-settembre 2018 > Nota storica. Sessant’anni fa…

Sessant’anni fa, nell’autunno del 1958, la “Tipografia Editrice M. Pisani”, a cui Maria Valtorta aveva affidato la pubblicazione della sua Opera, inviava una lettera circolare ai lettori che avevano acquistato il primo volume dell’Opera e non anche i successivi. È necessario fare una premessa.
La composizione tipografica di un libro avveniva con il sistema meccanico della linotype, allora considerato il più moderno. L’operaio linotipista leggeva il testo sul foglio messo sul leggio e lo batteva sulla tastiera della macchina. Il meccanismo della linotype, azionato con una leva ad ogni rigo composto, era complesso e affascinante per la perfetta concatenazione delle sue fasi, fino a quella di espellere, una dietro l’altra, le righe fatte di piombo. Questo per far capire che la materia prima della linotype era il piombo, che fondeva in un crogiolo, alimentato di continuo dalle righe di piombo di libri già stampati e allestiti. Infatti, dopo la stampa di un libro per una tiratura di copie prestabilita, le pagine di piombo venivano conservate in vista di una eventuale ristampa; ma prima o poi dovevano essere disfatte e fuse perché non si esaurisse la materia prima che era necessaria a far lavorare la linotype.
L’Opera della Valtorta era alla sua prima edizione. Si pensava di poterla comporre e stampare in soli tre volumi, ma non si aveva la cognizione esatta della sua mole. Si era arrivati a comporre 1200 pagine quando ci si avvide che mancava ancora molto per completare la materia prevista per il volume primo. Si dovette chiudere a quel punto il volume e ripensare l’edizione non più di tre ma di quattro volumi (i volumi dal secondo al quarto, di 900 pagine ciascuno).
Il volume primo dell’opera, pubblicato nel 1956, era un “mattone” di cm. 17×24 circa, dello spessore di quasi 7 centimetri. Sulla copertina di cartoncino grigio campeggiava il titolo senza alcun ornamento grafico. Di fitta stampa erano le pagine di testo. Il volume aveva tutte le caratteristiche di un prodotto librario destinato all’insuccesso, eppure fu seguito dal volume secondo nel 1957 e dal volume terzo nel 1958. Era in corso di composizione il quarto ed ultimo volume (che sarebbe uscito nel 1959) quando le mille copie stampate del volume primo si esaurirono. La ristampa del volume non era possibile, essendo state disfatte le pagine di piombo non solo per esigenze di lavoro ma anche perché si pensava già di dover ricomporre per intero l’Opera in una nuova edizione accuratamente revisionata e suddivisa in un numero di volumi più maneggevoli.
La lettera circolare predisposta dall’Editore denunciava una situazione anomala che doveva essere sanata, quella di potenziali lettori che venivano a conoscenza dell’esistenza dell’Opera quando l’edizione era disponibile a partire dal volume secondo. Si trattava di una lettera singolare e di una richiesta assolutamente inconsueta da parte di un editore, il quale era disposto a riacquistare il volume primo, purché in buone condizioni, da quei lettori che, non avendo ordinato i volumi secondo e terzo, potevano non essere interessati all’Opera. Non mancarono coloro che rispedirono il volume alla casa editrice ricevendone il corrispettivo del prezzo di copertina, che era di Lire 3.750. I lettori che invece non intendevano privarsi del volume, lo comunicarono per telefono o non risposero affatto, oppure lo fecero per iscritto con una motivazione. Qualche esempio:
Francesca Quiriconi da Viareggio: Il primo volume lo acquistai da lei, il secondo e il terzo dal Maestro Tomei. Io sono contentissima di questi libri e aspetto con ansia il quarto (se fossero persone di Viareggio che hanno da leggere il primo volume, glielo presterei volentieri, ma il fatto di spedirlo no, nemmeno di venderlo, sono gelosa di quei libri).
Alessandro Pianigiani da Todi: Fin dal 1956 sono in possesso del volume “Il Poema di Gesù” e l’ho trovato interessante e unico nel suo genere; per questo motivo non intendo disfarmene. Nel momento però non ho intenzione di acquistare gli altri volumi che si sono susseguiti.
Vincenzo Impronta da Roma: Ho ricevuto la Vostra riservata e vi confermo che sono in possesso del primo volume dell’opera Il Poema di Gesù ma non sono disposto a cederlo. Per ora non intendo però acquistare i volumi successivi da Voi pubblicati di detta Opera per le mie attuali condizioni, che non me lo permettono.
Giuseppina Alvani Murara da Genova: Sono lieta di precisarvi che sono in possesso anche del II° e del III° volume, dei quali mi è stato fatto un graditissimo dono dalla Signora Vettorazzi Maria di Roncegno (Trento). Come potrete rilevare, la Signora Vettorazzi ha infatti ordinato 2 copie di ciascun volume. Mi spiace non potervi favorire, poiché tengo ben preziosa tutta l’Opera che giudico di eccezionale interesse.
Giulio Dell’Omodarme da Pisa: Per me è il più grande e meraviglioso Poema che possa esistere tant’è vero che ho cercato di propagandarlo attraverso quegli opuscoli di pubblicazione ricevuti, nonché prestando come saggio il I° volume. Poiché sono emerse in casa mia ragioni varie, non ho potuto, con dispiacere, acquistare i successivi Volumi.
Don Clemente Bozzi, Seminario di Biella: Non dovete credere che io sia solo in possesso del I° vol. Il Poema dell’Uomo-Dio, perché solo questo vi ho ordinato col mio vero nome, mentre gli altri ve li ho ordinati collo pseudonimo D. Arturo Milani, richiedendovene anzi almeno tre o quattro copie, per far contenti altri. Tutti, come il sottoscritto, li hanno trovati un vero capolavoro che getta fasci di luce sui Santi Vangeli, facendone meglio apprezzare la divina bellezza.
Sac. Angelo Lanna, Parrocchia Ss. Salvatore, Foligno: tengo a significarvi che il primo volume dell’Opera IL POEMA DELL’UOMO-DIO mi fu donato dall’On. Zaccaria Negroni, dietro suggerimento, mi pare, dell’On. Corsanego, l’ho letto in piccola parte perché è ancora in giro presso degli amici e che non ho intenzione di disfarmene.
Adelina Savini da Firenze-Rifredi: La informo che dopo avere acquistato il I° volume mi sono stati ceduti da persona amica gli altri due volumi. L’opera mi ha interessato moltissimo e sono anzi in attesa della pubblicazione dell’ultimo volume.
Ing. Alessandro Fenochio da Firenze:
… non vorrei privarmi del volume che è già in mio possesso e che costituisce pur sempre un nutrimento spirituale di altissimo interesse e di profonda spiritualità.

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