Home > Bollettini > Novità: L’Enigma Valtorta – volume secondo

978-88-7987-273-7

Il volume primo dello studio di Lavère lo pubblicammo nell’edizione in lingua italiana quattro anni fa. Nel presentarlo sul Bollettino n. 83, del gennaio-giugno 2012, facemmo una dettagliata esposizione per mostrare come l’opera di Maria Valtorta, portatrice di sapienza evangelica e non di scienza umana, privilegiando le anime semplici e trascurando gli spiriti dotti, avesse invece destato l’interesse di studiosi specialisti fin dal suo apparire.

Ancora inedita, fatta circolare tra persone autorevoli in poche copie dattiloscritte (ci riferiamo all’anno 1952), l’opera raccolse attestati di un illustre biblista che fu poi cardinale, di un giurista docente universitario che ricopriva importanti cariche in Vaticano, di un arcivescovo della Curia romana che si occupava delle cause dei santi, di un medico scienziato di fama mondiale (che perfino suggerì il titolo da dare all’opera), di un cultore umanista che era docente di teologia fondamentale nell’Ateneo Lateranense, di un mineralogista che aveva compiuto numerosi viaggi in Palestina per motivi di studio e in Giordania per ricerche minerarie, di un monsignore eclettico che dirigeva un cenacolo di cultori di varie discipline, di un pittore e scultore di arte sacra: tanto per citare gli uomini di studio che furono maggiormente espliciti nel definire l’opera nell’ottica di una determinata scienza e senza tacere sul beneficio spirituale che si ricava dalla sua lettura.

L’estensore di questa memoria li ha conosciuti quasi tutti e può testimoniare di aver trovato in loro, che erano degli intellettuali, il primo veicolo che portò l’opera, quando fu pubblicata, tra i cosiddetti “piccoli del gregge”, i quali hanno continuato a propagarla con più efficacia, da voce a voce, per il paradosso di averla compresa in una verità che ignora il fondamento scientifico. Tuttavia non sono mancati, nei successivi decenni, altri studiosi che leggendo l’opera ne hanno ricavato materia per articoli e saggi di specifico interesse culturale. Sono anch’essi segnalati nella nostra rassegna di quattro anni fa insieme con alcune tesi di laurea, poiché l’opera è stata perfino accolta in campo accademico. La più grande tesi dottorale sulle opere di Maria Valtorta, in lingua spagnola, stampata in un grosso volume di 830 pagine, fu discussa nella Facoltà di Teologia della Spagna del Nord, sede di Burgos, nell’anno 2010.

Dobbiamo ora rilevare che lo studio del Lavère si diversifica da tutti gli altri per certi suoi aspetti. L’autore non è un esperto specialista di una materia, ma è un ingegnere in pensione che si dedica con interesse ad ogni genere di ricerca. Ne consegue che i suoi studi rientrano nell’ambito dei più svariati rami della scienza. Egli ha cominciato ad applicarli all’opera della Valtorta dopo aver capito l’importanza delle sue dettagliate descrizioni, rifiutate in un primo momento come inutili e prolisse, ma poi scoperte come preziose fonti d’informazione che avvalorano l’autenticità dell’opera. Si tratta, dunque, di uno studio scaturito da una intuizione, portato avanti con passione e che non può dirsi esaurito neppure con il volume secondo appena uscito, avendo il Lavère repertoriato migliaia di dati da esaminare.

Un altro elemento di novità sta nel fatto che il lavoro di Jean-François Lavère cade in una fase storica che non è quella “pionieristica” del 1952, comportando discussioni e dibattiti in merito all’opera ormai conosciuta in tutto il mondo e ad ogni livello culturale e spirituale. In particolare, lo studio del libero ricercatore Lavère, che abbraccia un vasto campo d’indagine, si è incrociato con lo studio di un fisico e ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Liberato De Caro, del quale pure abbiamo pubblicato due volumi di una indagine storica su Gesù nell’opera di Maria Valtorta, ma condotta nello specifico campo dell’Astronomia. Ci risulta che tra i due studiosi è sorto un dibattito a distanza, nel quale si inseriscono, per via telematica, i pareri di lettori valtortiani particolarmente versati nell’approfondire, nel correggere, a volte nel contestare i risultati della ricerca in qualsivoglia dei vari campi esplorati.

Noi non entriamo nel merito delle posizioni degli autori e dei loro rispettivi lettori. Il nostro compito di editori si esaurisce con la pubblicazione delle opere, certamente vagliate con un senso di responsabilità, che non è la garanzia assoluta della competenza. E poiché siamo, soprattutto, gli editori ai quali Maria Valtorta si è affidata, ci sentiamo collocati tra i “piccoli del gregge”, che continuano a scoprire la forza evangelizzatrice dell’opera e quasi si stupiscono che essa possa manifestarsi anche come una miniera di dati da offrire alle analisi dei dotti.

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