Home > Bollettini > Storie di “pro” e di “contro”

Quando, nel 1995, apparve la prima edizione del nostro libro Pro e contro Maria Valtorta, ci fu un lettore valtortiano che lo rifiutò senza averlo neppure visto. Lo aveva ingannato il titolo: poteva fare intendere, così formulato, che l’autore volesse dar credito, nei riguardi di Maria Valtorta, non solo alle ragioni dei “pro” ma anche a quelle dei “contro”. Il libro, invece, mette a confronto le ragioni dei “pro” con le non-ragioni dei “contro”. Le une e le altre formano le contraddizioni degli atti, dei fatti, delle opinioni che hanno segnato l’Opera valtortiana fin dal suo apparire, quando veniva fatta conoscere in copie dattiloscritte, e poi nei primi anni della sua regolare diffusione a stampa. Riportate testualmente, le motivazioni dei favorevoli e dei contrari sono rimesse al giudizio del lettore.
È uscita una nuova edizione, la sesta, di Pro e contro Maria Valtorta (328 pagine, euro 20,00). Gli aggiornamenti che essa presenta, rispetto alle edizioni precedenti, non sconfinano dal periodo storico che Emilio Pisani, autore del libro, si è prefissato di trattare. Sono integrazioni che servono a svelare dei particolari finora tenuti come riservati, ad esibire dei documenti che prima d’ora non si conoscevano, a completare il racconto di un fatto con dettagli rimasti inespressi, a ritoccare la forma nei punti in cui bisognava essere più precisi per far comprendere meglio.
L’intento dell’autore è soprattutto quello di ricordare, con la testimonianza diretta e con l’apporto della documentazione storica, i primordi e gli sviluppi immediati di quella che è stata una vera e propria “epopea valtortiana”, di cui la donazione totalizzante che Maria Valtorta fece di se stessa, fondamentale e formidabile strumento umano, è stato solo l’inizio. Senza la fedeltà e le premure di una Marta Diciotti, che per una vita intera prestò cura e assistenza alla scrittrice inferma; senza la sacrosanta disobbedienza di un Padre Berti al Sant’Uffizio, che gli aveva imposto di consegnare i quaderni autografi per affossarli negli scantinati del sacro palazzo; senza il coraggio e la tenacia degli editori Pisani, che accettarono di pubblicare la monumentale Opera nelle difficoltà di un dopoguerra e con la prospettiva di un veto ecclesiastico, pregiudizievole per la loro azienda tipografica, accreditata nel servire il mondo cattolico; senza tutto ciò e ben altro come costo di sacrificio e di lavoro, oggi il mondo non sarebbe popolato di estasiati lettori valtortiani, spesso convertiti a vita nuova; oggi gli onesti studiosi che conosciamo non sarebbero sorpresi dalle incredibili scoperte valtortiane delle loro ricerche nei più svariati rami del sapere; oggi non si potrebbe fare sfoggio di cultura valtortiana in conferenze e in convegni nazionali e internazionali.
Quanto ai “pro” e ai “contro”, la loro storia continua. Con cambiamenti di rotta. L’universale attestazione dei “pro” ha smorzato la voce violenta dei “contro”. Oggi i contrari sono quei silenziosi che non possono sentir citare Maria Valtorta se non con sarcasmo o con disprezzo. Non ammettono che una rivelazione privata possa dare allo spirito di noi umani quel nutrimento vivo che l’esegesi ufficiale delle sacre scritture, ricca di erudizione, non riesce a dare. Essi non fanno propria la lode di Gesù che si legge nel Vangelo di Matteo (11,25) e di Luca (10,21).
Nient’affatto silenziosa, invece, ma amplificata dai mezzi di cui ha potuto disporre, è la voce isolata di un sacerdote che è “pro” ed è “contro”. È “pro” perché parla con favore di Maria Valtorta e ne propaganda gli scritti. È “contro” perché straparla e agisce a discredito di coloro ai quali Maria Valtorta affidò il destino dell’Opera e senza i quali oggi egli non avrebbe voce. L’ambiguità di un comportamento gli ha permesso di fare sua una Fondazione voluta da un onesto e deluso benefattore. È un’amara vicenda che abbiamo dovuto esporre più volte, documentandola. Non abbiamo mai escluso, malgrado tutto, la possibilità di pervenire ad un accordo, purché non si perda il senso della giustizia.
Quel lettore che rifiutò, senza averlo visto, il nostro libro Pro e contro Maria Valtorta, ora capirà come si possa essere, nello stesso tempo, favorevoli e contrari a Maria Valtorta.

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